L’affascinante storia del Palazzo del Capitano del Popolo:
il libro

Presso la nostra reception, potrai acquistare il volume “L’Hotel Posta a Reggio Emilia. Cinque secoli di ospitalità nello storico palazzo del Duecento”  corredato da un ricco apparato iconografico e da didascalie in inglese.

Oltre alla prefazione di Roberto Gervaso e all’introduzione del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, presenta i contributi di Carlo Baja Guarienti per la parte storico – politica, di Luisa Bosi per l’attività alberghiera dal 1515 ad oggi, di Giuseppe Berti sull’opera pittorica di Cirillo Manicardi e sulle pitture del salone del 1300, di Stefano Maccarini Foscolo sui restauri effettuati negli anni ’30. Giuseppe Adriano Rossi invece tratta le relazioni intercorse tra Eugenio Terrachini e la sezione reggiana della Deputazione di Storia Patria per le antiche Provincie Modenesi. La postfazione, a firma di Eugenio Sidoli, è dedicata a Eugenio Terrachini, proprietario ed artefice del grandioso restauro degli anni ’30, in occasione dei centocinquant’anni dalla nascita.

Le principali tappe della storia del Palazzo del Capitano del Popolo

Comincia nel lontano 1280 la storia del Palazzo del Capitano del Popolo, costruito al crepuscolo del dominio della contessa Matilde di Canossa e all’alba dell’età dei Comuni per diventare la sede del Capitano del Popolo, la nuova figura eletta per governare la città.

Numerosi sono i Capitani che si avvicendano nel Palazzo fino al 1327 quando, cessate le libertà comunali, con l’avvento delle Signorie, prendono il potere prima i Gonzaga, poi i Visconti, i Terzi e infine gli Este.

È Sigismondo d’Este, fratello di Borso, l’ultimo ad abitare il Palazzo dal 1463 al 1472, come luogotenente della città.

In quegli anni il palazzo è pure sede del Massaro ducale e della Zecca, ma all’inizio del ‘500 l’edificio viene di fatto abbandonato, tanto che il Comune, preoccupato per le ingenti spese di manutenzione, decide di affittare i piani superiori ai fratelli Baldicelli degli Scaruffi per farne una “BONA AC CAPACE HOSTARIA” per i viaggiatori.

Da allora e per cinque secoli, attraverso contratti di affitto e passaggi di proprietà, il palazzo ha cambiato molte volte la gestione ed anche il nome (da OSTERIA DEL CAPPELLO ROSSO, a LOCANDA DELLA POSTA DEI CAVALLI, ALBERGO DELLA POSTA, HOTEL POSTA) senza però mai cambiare la destinazione alberghiera.

Nei secoli il Palazzo subisce numerosi rifacimenti tanto che nel 1919 quando Eugenio Terrachini lo acquista, non esiste più l’aspetto originario, scomparso con il tamponamento delle bifore e del rosone e con la cancellazione di ogni traccia del passato sotto uno spesso strato di intonaco.

Eugenio Terrachini dà l’incarico all’ing. Guido Tirelli di predisporre un progetto che prevede la demolizione dell’esistente e la costruzione di un nuovo edificio, ma la Sovrintendenza per i Beni Architettonici di Bologna, prima di dare l’approvazione, impone l’asportazione dell’intonaco per verificare lo stato di fatto.

Vengono così alla luce tali vestigia importanti della antica architettura da indurre la Sovrintendenza ad obbligare il proprietario ad un recupero totale dell’antico Palazzo medioevale.

Viene così restituita alla città di Reggio una struttura dell’età dei comuni che è stata attraversata nei secoli anche dalla storia della città e che sarebbe andata completamente perduta.

Dal 1919 la proprietà è rimasta sempre la stessa. Dopo il grande restauro degli anni trenta, nel 1986/87 è stato eseguito un altro importante intervento che oltre ad un aggiornamento degli impianti, ha rinnovato tutti gli spazi interni, restaurato l’antico salone delle adunanze e rinfrescato l’esterno dell’edificio. In seguito a ciò l’albergo ha ottenuto il passaggio di categoria da tre a quattro stelle. Da allora la proprietà si è sempre occupata anche della gestione diretta attraverso le nuove generazioni della famiglia.